Non solo “M’illumino di meno”…

ABC del risparmio energetico

 

E’ risaputo: niente si crea e niente si distrugge.
Eppure molto si spreca, specialmente quando parliamo di risorse preziose come l’energia. In tempi di crisi climatica e sociale a livello planetario, iniziative come la giornata “M’illumino di meno” del 6 Marzo sono lodevoli, ma ogni giorno diventa sempre più importante conoscere e adottare strumenti e azioni che ci permettano di ridurre il consumo energetico, in particolare quello proveniente da combustibili fossili. Vediamo quali possono essere delle buona pratiche da adottare.

 

Consumare meno

“E’ inutile versare più acqua in un secchio bucato – bisogna tappare i buchi!”, recita l’allegoria classica dell’efficienza energetica. Nell’ambito dell’edilizia il primo principio da seguire, quasi banale ma purtroppo ancora non radicato diffusamente, è quello di isolare le abitazioni. Parliamo di infissi di alta qualità, di cappotto termico (esterno o interno), di coibentare il tetto e i pavimenti contro terra. Il tutto però senza perdere di vista salubrità e sostenibilità delle materie prime che vengono utilizzate.

 

D’inverno

Nel periodo freddo dell’anno è consigliabile sfruttare gli apporti passivi di calore, come l’irraggiamento solare o lo scambio di calore ottenibile con la ventilazione meccanica controllata. Se non è presente questa tecnologia, la classica ventilazione degli ambienti (importante per la qualità dell’aria negli interni) è bene che avvenga di frequente ma per brevi periodi: tenere aperto uno spiraglio della finestra per ore provoca il graduale raffreddamento delle superfici, che poi devono essere riscaldate nuovamente per avere un sufficiente comfort abitativo.
Diversamente da quello che si pensa, infatti, negli ambienti abitati non è tanto la temperatura dell’aria a darci la sensazione di caldo o freddo, ma quella delle pareti. Il nostro corpo scambia costantemente (piccole quantità di) calore – per irraggiamento – con i corpi che lo circondano; in questo caso la struttura della casa, in primis le pareti.
Quando ci troviamo in un locale con dei muri che disperdono il calore percepiamo subito una sgradevole sensazione di freddo e di umido, anche se la temperatura dell’aria è sopra i 16 C°. Al contrario, in un ambiente ben isolato, dove le superfici sono andate “in temperatura”, ci sentiamo a nostro agio anche con una temperatura dell’aria al di sotto dei 18 C°.

E per il caldo?

All’opposto, nel periodo estivo, vi sono una serie di accorgimenti validi per limitare o addirittura azzerare il consumo di energia per la climatizzazione degli edifici.
Molto semplicemente occorre impedire che il calore dei raggi solari penetri e permanga all’interno dell’abitazione auentandone la temperatura (effetto “serra”). A questo scopo è fondamentale l’ombreggiamento delle aperture, soprattutto le finestre, per far sì che i raggi solari non penetrino direttamente in casa, provocando il riscaldamento delle superfici interne. Questo si fa naturalmente con le persiane ombreggianti, le tende, gli oscuranti in genere, e in fase di progetto aumentando gli aggetti delle coperture, che danno maggiore ombra sulle facciate.
Un’altra pratica fondamentale è l’arieggiamento durante le ore notturne, in particolare con l’ausilio di un’apertura situata nella parte più alta della casa che possa, grazie a un effetto camino, espellere l’aria calda accumulatasi all’interno e quindi raffrescare le superfici.
Anche dal punto di vista architettonico ci sono pratiche che possono contribuire ad avere ambienti interni vivibili nel periodo più caldo dell’anno. Si tratta soprattutto di avere massa nell’involucro dell’abitazione. Questo si traduce in murature massicce (terra cruda, mattoni, pietra) e in un tetto fatta di materiali con una buona capacità “massica”, ovvero di accumulo termico. Da questo punto di vista sono ottimi il tavolato di legno, le classiche tegole e le pianelle in terracotta. E come materiale isolante è insuperabile la fibra di legno, con un calore specifico che si aggira sui 2100 J/KgK. A titolo di esempio: 12 cm di fibra di legno rallentano l’onda di calore da irraggiamento di circa il 200% in più rispetto a un classico poliuretano espanso.
In caso di intervento sulla copertura, come ulteriore buona pratica è consigliabile creare un tetto ventilato, che permetta di espellere il calore con lo stesso principio prima citato per l’arieggiamento notturno.
Come impresa ci occupiamo da 30 anni di bioedilizia e risparmio energetico, trovando soluzioni per ogni esigenza. Venite a trovarci in sede o contattateci per saperne di più !
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